Quando la pittura cerca la pelle: oltre il pennello, verso la materia

Il pennello scivola e decora, ma non sente la pelle. Per me la figura ha bisogno di un contatto più diretto, quasi viscerale. Fin dai miei primi anni di ricerca artistica ho avvertito l'esigenza immediata di abbandonare uno strumento tradizionale che percepivo come un ostacolo, una distanza di troppo tra la mia sensibilità e la superficie. Attraverso la pittura e l'esplorazione che porto avanti nelle mie serie d'arte, la pittura classica non mi bastava: avevo bisogno di toccare, incidere e plasmare...

PITTURA CONTEMPORANEA

Emmanuela Zavattaro

9/24/20262 min read

L'artista Emmanuela Zavattaro nel suo studio mentre lavora con lo straccio su un dipinto materico al
L'artista Emmanuela Zavattaro nel suo studio mentre lavora con lo straccio su un dipinto materico al
Gli strumenti del contatto: stracci, spugne e incisioni

Nel tempo ho scoperto e adottato strumenti non convenzionali, lasciandomi guidare dall'istinto. Lo straccio, le spugne, i bastoncini di cotone e persino le mie mani sono diventati i veri prolungamenti del mio pensiero.

I bastoncini di cotone e i graffi: Con la materia ancora viva traccio solchi e incido la superficie. Questo gesto di sottrazione fa emergere gli strati di colore sottostanti, portando alla luce la memoria del dipinto.

Le texture e la materia: Attraverso spessori differenti e stratificazioni, la superficie smette di essere piatta e diventa una trama tridimensionale, che invita a essere esplorata anche con le dita.

Primo piano della mano dell'artista che passa lo straccio sulla tela per togliere colore e modellare
Primo piano della mano dell'artista che passa lo straccio sulla tela per togliere colore e modellare
Lo straccio e le spugne: Strumenti con cui non mi limito a stendere il colore, ma compio un gesto fondamentale: togliere.
Sfumare l'acrilico ancora fresco, rimuovere la materia e far affiorare la luce dal fondo è per me un atto profondamente scultoreo.

Togliere colore, graffiare e far affiorare ciò che sta sotto è il mio modo di far venire fuori la forma.

Dettaglio macro dei graffi, delle incisioni e della texture materica su pittura di corpo umano
Dettaglio macro dei graffi, delle incisioni e della texture materica su pittura di corpo umano

I confini del corpo: veicolare l'emozione

In questo processo la ricerca anatomica non è mai fine a se stessa. In un certo senso, la forma anatomica è quasi secondaria rispetto all'urgenza espressiva: è il mezzo, la struttura che accoglie e trattiene ciò che spingo sulla tela. Ciò su cui lavoro con maggiore intensità è la carica emozionale. Attraverso i confini dei corpi, spesso sfumati, incisi o lasciati volutamente aperti e attraverso l'uso del colore e della materia, cerco di dare voce a tutto quello spazio interiore che spesso resta inespresso. Il corpo diventa così un territorio di confine: un luogo d'incontro tra il dentro e il fuori, tra la materia e la sensazione, tra la luce che emerge e l'ombra che protegge.