Paratissima 2026: cronaca di un caos creativo
Quaranta opere da preparare in pochi giorni, tele sparse ovunque, imballaggi e qualche imprevisto di troppo! Dietro la partecipazione a Paratissima 2026 c'è un piccolo caos creativo, tra corse contro il tempo, cambi di programma e qualche sorpresa. Ti racconto cosa è successo prima della partenza!
Emmanuela Zavattaro
10/20/20263 min read
Ci sono momenti in cui il mio studio sembra più un centro di smistamento che uno studio d'artista. Le opere entrano, escono, cambiano posto, aspettano di essere imballate e ogni tanto qualcuna cambia persino destinazione. In questi giorni, poi, trovare un angolo libero è diventata un'impresa. Tele appoggiate ovunque, attrezzi sparsi, scatole, imballaggi e quella sensazione costante di avere qualcosa da fare che, naturalmente, mi ricordo sempre mentre sto facendo tutt'altro.
Quest'anno i preparativi per diverse esposizioni si sono concentrati tutti nello stesso periodo. Il risultato? Circa quaranta opere da organizzare in pochissimi giorni. E quando dico organizzare non intendo semplicemente scegliere quali portare. Ogni tela va controllata, sistemata, fotografata quando serve, protetta, imballata e preparata per il trasporto. Nel frattempo bisogna ricordarsi quale opera va a quale mostra, cosa è già pronto e cosa invece aspetta ancora il suo turno.
Sulla carta sembra tutto abbastanza semplice. Nella realtà, un po' meno.
A un certo punto, tra un'esposizione e l'altra, sono riuscita anche a confondere alcune tele. Non proprio il massimo quando hai già preparato tutto e pensi di avere finalmente la situazione sotto controllo. E proprio mentre stavo definendo la selezione per Paratissima, una delle opere che avevo scelto è stata venduta.
Una bellissima notizia, naturalmente! Solo che quella tela avrebbe dovuto partire per Moncalieri. Così ho ricominciato a guardare i dipinti, valutare le alternative e rimettere mano a una scelta che pensavo ormai conclusa. Del resto, gli imprevisti fanno parte del lavoro, anche se sarebbe comodo se ogni tanto decidessero di presentarsi uno alla volta.
Alla fine, per Paratissima 2026 ho selezionato nove opere delle mie serie più recenti. Non è stato soltanto un lavoro di organizzazione: scegliere cosa esporre significa anche fermarsi a guardare ciò che si è fatto, mettere vicini dipinti nati in momenti diversi e capire quali raccontano meglio il percorso che si sta facendo.
Nelle mie opere tornano spesso figure che si intrecciano, corpi che cercano un equilibrio, forme che sembrano trattenersi o lasciarsi andare. Il colore occupa uno spazio importante, ma non è mai soltanto una questione estetica. Mi interessa quello che succede tra una figura e l'altra, negli incastri, nelle tensioni e nelle possibilità che si creano. E mi piace pensare che chi guarda possa trovare qualcosa di diverso da quello che avevo immaginato io mentre dipingevo.
Le nove opere che porterò a Paratissima rappresentano quindi una parte del mio lavoro di oggi. Non un punto d'arrivo, perché la ricerca continua e spesso un dipinto appena terminato mi suggerisce già qualcosa da provare nel successivo. È anche questo che mi piace della pittura: non sapere esattamente dove mi porterà.
Ora mancano gli ultimi preparativi, gli ultimi controlli e, soprattutto, il momento in cui le tele lasceranno finalmente lo studio. Dopo giorni passati a spostarle da una parte all'altra, sarà bello vederle allestite in uno spazio nuovo, insieme, pronte a incontrare altri sguardi.
Dal 30 ottobre al 1° novembre sarò a Paratissima 2026, al Real Collegio di Moncalieri. Se passerete a trovarmi, potrete vedere le nove opere dal vivo e magari scambiare due parole con me.
Quanto al mio studio, dopo la partenza delle tele dovrebbe tornare un po' d'ordine. Almeno fino alla prossima mostra.








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