Luce scultorea: quando il chiaroscuro modella la materia

Nel mio percorso di ricerca artistica, la luce non ha mai una funzione semplicemente descrittiva o accessoria. Non serve solo a "fare luce" su ciò che è dipinto sulla tela: la luce è uno strumento attivo, un volume tangibile, quasi un corpo che entra in collisione con la materia. È quello che amo definire luce scultorea.

Emmanuela Zavattaro

10/2/20262 min read

Dettaglio di un'opera d'arte pittorica di Emmanuela Zavattaro caratterizzata da forti contrasti di luce e ombra.
Dettaglio di un'opera d'arte pittorica di Emmanuela Zavattaro caratterizzata da forti contrasti di luce e ombra.

GIl segno e l'ombra come architettura del corpo

Quando lavoro sulle figure, in particolare nelle serie dedicate ai corpi e alle donne, cerco una tensione costante tra pieno e vuoto, tra il buio profondo e il lampo improvviso. L'utilizzo di strumenti non convenzionali — come stracci, spugne e spatole — mi permette di stratificare il colore e di scavare fisicamente nella superficie. Ma è l'arrivo della luce a definire i confini definitivi dell'opera.

Il chiaroscuro esasperato, i contrasti netti che tagliano la composizione non cercano il realismo fotografico. Al contrario, cercano la verità emotiva. L'ombra non è assenza di luce, ma uno spazio denso, gravido di memoria e di vissuto, da cui la forma emerge faticosamente, proprio come accade nei processi della nostra interiorità.

La luce nell'atelier

Spesso dipingo osservando come i fasci di luce naturale si muovono nello studio, cambiando la percezione di un'opera a seconda delle ore del giorno. Una tela lavorata con cartoncino alveolare o carta Rosaspina risponde alla luce in modo unico: le texture catturano i riflessi, creando micro-ombre che cambiano sotto gli occhi di chi guarda.

La pittura diventa così un'esperienza dinamica, viva, che non si esaurisce in un unico punto di vista.

Uno spazio di dialogo

L'arte, in fondo, non si compie mai del tutto nello studio. Vive nel momento in cui l'opera incontra lo sguardo e la sensibilità di chi la osserva. La luce scultorea e i contrasti materici che sperimento sulla tela sono un invito a fare un passo più vicini, a superare la superficie visiva per esplorare la profondità dell'emozione.

Ogni dipinto diventa così un ponte: uno spazio di dialogo aperto dove la mia ricerca si fonde con il vissuto di chi guarda, trasformando l'osservatore in parte attiva dell'opera stessa.

Nel prossimo post ci sposteremo dietro le quinte: vi porterò con me tra i preparativi, gli allestimenti e i retroscena in vista della nuova edizione di Paratissima, tra imprevisti e qualche scatto rigorosamente fuori onda!

Visitatori che osservano le opere d'arte di Emmanuela Zavattaro esposte durante la mostra a Paratissima Torino.
Visitatori che osservano le opere d'arte di Emmanuela Zavattaro esposte durante la mostra a Paratissima Torino.